“EC NEWS 25 febbraio 2019 – L’imposta di bollo e la fattura elettronica”

Posted by on Feb 25, 2019

La fattura elettronica, oltre alle innumerevoli novità procedurali, ha riportato di estrema attualità l’applicazione della disciplina relativa all’imposta di bollo di cui al D.P.R. 642/1972.

A tal proposito, secondo quanto stabilito dall’articolo 6 della Tabella B allegata al D.P.R. 642/1972 sono esenti da imposta di bollo – in applicazione del principio alternatività Iva/bollo – le fatture riguardanti il pagamento di operazioni assoggettate ad Iva, a condizione che tale documento contenga la dicitura che “trattasi di documenti emessi in relazione al pagamento di corrispettivi di operazioni assoggettate ad imposta sul valore aggiunto“.

A decorrere dal 26.6.2013, per effetto di quanto stabilito dall’articolo 7-bis D.L. 43/2013, si applica un’imposta di bollo di € 2,00 se il documento in questione supera la somma di € 77,47, come stabilito dall’articolo 13 Tariffa Parte I D.P.R. 642/1972 e a condizione che non siano applicabili specifiche esclusioni.

Sulla base di quanto previsto dall’articolo 13 della Tariffal’imposta di bollo non è dovuta:

  1. quando la somma non supera € 77,47, salve le ipotesi che si tratti di ricevute o quietanze rilasciate a saldo per somma inferiore al debito iniziale, senza l’indicazione di questo o delle precedenti quietanze, ovvero rilasciate per somma indeterminata;
  2. per le quietanze o ricevute apposte sui documenti già assoggettati all’imposta di bollo o esenti;
  3. per le quietanze apposte sulle bollette di vendita dei tabacchi, fiammiferi, valori bollati, valori postali e dei biglietti delle lotterie nazionali;
  4. per le ricevute relative al pagamento di spese di condominio negli edifici.

Dal coordinamento normativo dell’articolo 6 della Tabella B e dell’articolo 13 della Tariffa emerge che l’imposta di bollo si applica per le fatture aventi ad oggetto corrispettivi non soggetti ad Iva, se la somma certificata è di ammontare superiore ad € 77,47 e a condizione che non si applichino specifiche esenzioni. Di conseguenza, le ipotesi per le quali non trova applicazione l’imposta di bollo sono:

  1. fatture di importo non superiore ad € 77,47;
  2. corrispettivi imponibili Iva;
  3. la presenza di specifiche esclusioni.

Con riferimento a tale ultima ipotesi, sulla base di quanto stabilito nella Tabella B D.P.R. 642/1972 sono esenti da imposta di bollo:

  1. le fatture che riguardano cessioni all’esportazione, dirette o di natura triangolare, ex articolo 15 Tabella B D.P.R. 642/1972;
  2. le fatture relative ad operazioni intracomunitarieex articolo 66, comma 5, D.L. 331/1993;
  3. le fatture fra organi della Pubblica Amministrazione, come previsto dall’articolo 16 Tabella B e confermato dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione 98/2001.

Inoltre, l’articolo 15 della Tabella B D.P.R. 642/1972 dispone l’esenzione in modo assoluto da imposta di bollo per le fatture “emesse in relazione ad esportazioni di merci, fatture pro-forma e copie di fatture che devono allegarsi per ottenere il benestare all’esportazione e all’importazione di merci, domande dirette alla restituzione di tributi restituibili all’esportazione“.

Sulla base di tale quadro, si può concludere che sono, invece, assoggettate ad imposta di bollo di € 2,00 le fatture se di importo superiore ad € 77,47 riguardanti:

  1. operazioni fuori campo Iva, per mancanza dei presupposti soggettivi od oggettivi;
  2. operazioni fuori campo Iva per mancanza del presupposto territoriale;
  3. operazioni esentiex articolo 10 D.P.R. 633/1972;
  4. operazioni non imponibili, relative a operazioni assimilate alle esportazioni, a servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali e alle cessioni agli esportatori abituali (a meno che i documenti in parola non godano di specifica esenzione dall’imposta di bollo);
  5. operazioni escluse da Iva ex articolo 15 D.P.R. 633/1972.

Infine, si ricorda che con due documenti di prassi, la circolare 1/1984 e la risoluzione 98/2001, è stato precisato che se nella fattura vengono indicati sia importi rilevanti ad Iva, sia importi non assoggettati alla medesima imposta sul valore aggiunto, per un ammontare non assoggettato superiore ad € 77,47, l’imposta di bollo è dovuta.

di Leonardo Pietrobon

Euroconference News