CIRC. N. 18/2024 LA REGOLARIZZAZIONE DEL MAGAZZINO

Posted by on Feb 14, 2024

CIRC. N. 18/2024 LA REGOLARIZZAZIONE DEL MAGAZZINO

Oggetto: LA REGOLARIZZAZIONE DEL MAGAZZINO

Facendo seguito alla Circolare n. 1/2024, si riporta quanto segue.

L’articolo 1, commi 78-85, L. 30.12.2023 n. 2023 consente di regolarizzazione le rimanenze di magazzino adeguandole alla situazione di giacenza effettiva. È prevista la facoltà sia di eliminare esistenze iniziali di quantità o valori superiori a quelli effettivi, sia di iscrivere esistenze iniziali in precedenza omesse.

Ambito soggettivo

La possibilità di aderire alla disposizione riguarda i soggetti esercenti attività d’impresa ed il periodo d’imposta in corso al 30.09.2023.

Ambito oggettivo

Ai sensi dell’art. 1, comma 78 della L. 213/2023, l’adeguamento può riguardare i beni di cui all’art. 92 del TUIR. Si tratta, quindi, delle rimanenze:

  • Dei beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa;
  • Delle materie prime e sussidiarie, dei semilavorati e degli altri beni mobili, esclusi quelli strumentali, acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione.

Sono, invece, escluse le rimanenze relative:

  • Alle commesse infraannuali, ancora in corso di esecuzione al termine dell’esercizio, valutate in base alle spese sostenute;
  • Alle opere, forniture e servizi pattuiti come oggetto unitario e con tempo di esecuzione ultrannuale.

Modalità di adeguamento

Operativamente, l’adeguamento delle esistenze iniziali di magazzino può avvenire tramite:

  • L’eliminazione delle esistenze iniziali di quantità o valori superiori a quelli effettivi;
  • L’iscrizione delle esistenze iniziali in precedenza omesse.

In caso di eliminazione di valori, l’adeguamento comporta il pagamento:

  1. a) dell’Iva, determinata applicando l’aliquota media riferibile all’anno 2023 all’ammontare che si ottiene moltiplicando il valore eliminato per il coefficiente di maggiorazione stabilito, per le diverse attività, con apposito decreto dirigenziale. L’aliquota media è ottenuta, tenendo conto dell’esistenza di operazioni non soggette ad imposta ovvero a regimi speciali, dal rapporto tra l’Iva relativa alle operazioni, diminuita di quella relativa alla cessione di beni ammortizzabili ed il volume d’affari;
  2. b) di una imposta sostitutiva Irpef, Ires e Irap del 18% da applicare alla differenza tra l’ammontare calcolato con le modalità indicate alla lettera a) e il valore eliminato.

In caso di iscrizione di valori, l’adeguamento comporta il pagamento di una imposta sostitutiva Irpef, Ires e Irap, in misura pari al 18% da applicare al valore iscritto.

L’adeguamento deve essere richiesto nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2023.

Le imposte dovute sono versate in 2 rate di pari importo, di cui la prima con scadenza entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative al 2023 e la seconda entro il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi relativa al periodo d’imposta successivo. Al mancato pagamento nei termini consegue l’iscrizione a ruolo a titolo definitivo delle somme non pagate e dei relativi interessi nonché delle sanzioni conseguenti all’adeguamento effettuato.

Il minor o maggior valore indicato per le esistenze iniziali relative al periodo d’imposta in corso al 30.09.2023 non comporta l’applicabilità delle sanzioni amministrative per violazioni di norme tributarie quali, ad esempio:

  • L’irregolare tenuta delle scritture contabili;
  • La presentazione di dichiarazione infedele;
  • L’omessa fatturazione o registrazione di operazioni imponibili.

I valori risultanti dalle variazioni sono riconosciuti ai fini civilistici e fiscali a decorrere dal periodo d’imposta 2023 e, nel limite del valore iscritto o eliminato, non possono essere utilizzati ai fini dell’accertamento in riferimento a periodi d’imposta precedenti.

L’adeguamento non ha effetto sui pvc consegnati e sugli accertamenti notificati fino al 1° gennaio 2024.

Se la scorretta rappresentazione delle rimanenze è giudicata rilevante, l’importo della rettifica apportata alle giacenze iniziali si iscrive sul saldo di apertura del Patrimonio netto del bilancio dell’esercizio in corso al 30.09.2023.

Se l’errore viene giudicato irrilevante, la correzione deve essere rilevata nel Conto economico dell’esercizio in corso al 30.09.2023.

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Lo Studio rimane naturalmente a disposizione per ogni necessario chiarimento.

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Cordiali saluti.

Merate, 14 febbraio 2024

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