“CIRC. 6-2022 Fatture elettroniche da e verso l’estero 2022”

Posted by on Gen 12, 2022

“CIRC. 6-2022 Fatture elettroniche da e verso l’estero 2022”

Come già comunicato con nostra circolare n. 4/2022, il D.L. 146/2021 ha spostato in avanti la data di partenza (1° luglio 2022) dell’obbligo di trasmissione in formato elettronico XML delle fatture per operazioni di cessione di beni e prestazioni di servizi effettuate o ricevute verso o da operatori esteri. La Legge di Bilancio 2021 (Legge 178/2020), infatti, lo aveva inizialmente fissato dal 1° gennaio 2022.

L’obbligo riguarda i soggetti IVA stabiliti nel Paese che effettuano operazioni con l’estero. Fino al 30 giugno 2022 le imprese possono scegliere se continuare a inviare i dati di queste operazioni tramite l’esterometro oppure possono già partire con la fatturazione elettronica anche per le operazioni transfrontaliere. L’obbligo decade solo quando per le operazioni con l’estero viene emessa una bolletta doganale: in questo caso il soggetto IVA può decidere o meno di inviare il file elettronico all’AdE.

Con il nuovo obbligo occorrerà rispettare le regole tipiche della fattura elettronica ossia:

  • per le operazioni attive (vendite): la trasmissione telematica dei dati deve avvenire entro i termini di emissione delle fatture ordinarie o dei documenti che ne certificano i corrispettivi ossia entro 12 giorni dalla data di effettuazione dell’operazione oppure entro il giorno 15 del mese successivo in caso di fattura differita;
  • per le operazioni passive (acquisti): la trasmissione telematica dei dati riferiti ai documenti ricevuti dovrà avvenire entro il 15° giorno del mese successivo al giorno in cui si è ricevuto il documento oppure al giorno di effettuazione dell’operazione.

Nuovo tracciato XML fattura elettronica

In conseguenza delle novità introdotte per le operazioni transfrontaliere, sono stati rivisti alcuni campi relativi al tracciato XML della fattura elettronica. La nuova versione 1.7 in particolare prevede nuovi codici di Tipo Documento:

  • TD17 per l’integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero: si tratta di reverse charge esterno dove il fornitore dei servizi è un soggetto estero residente in UE o extra UE e l’acquirente è un soggetto che risiede nel territorio italiano. Il venditore estero emette una fattura (anche nel formato analogico) che riporta solo l’imponibile (non l’IVA in quanto imponibile in Italia). Quando il soggetto italiano riceve questo documento contabile dovrà optare per:
  • integrare la fattura ricevuta con l’indicazione dell’imponibile, dell’aliquota IVA, dell’importo dell’IVA e il totale della fattura, se il fornitore dei servizi appartiene ad un paese UE; è quindi l’acquirente italiano che deve assolvere al conteggio dell’IVA, contabilizzando il relativo valore sia nel registro vendite che acquisti;
  • emettere un’autofattura elettronica con l’integrazione dell’imposta che dovrà poi scaricare all’Erario, se il fornitore è di un paese extra-UE. Anche questo documento deve essere registrato negli acquisti e nelle vendite IVA.
  • TD18 per l’integrazione per acquisto di beni intracomunitari: in questo caso, sempre di reverse charge esterno, l’acquirente italiano deve procedere all’integrazione della fattura ricevuta dal venditore estero tramite un’annotazione che dichiari l’imponibile, l’aliquota IVA, l’importo dell’IVA e il totale della fattura. Il codice TD18 deve essere utilizzato anche nel caso di acquisti intracomunitari di beni in un deposito IVA.
  • TD19 per l’integrazione/autofattura per acquisto di beni art. 17, comma 2 del D.P.R. n. 633/1972 (si tratta di operazioni compiute con un soggetto estero privo di stabile organizzazione in Italia): anche in questo caso il soggetto italiano deve applicare il reverse charge sulla fattura, emettendo un’autofattura, se il venditore è extracomunitario, o un’integrazione alla fattura ricevuta, se il venditore è comunitario.

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Lo Studio rimane naturalmente a disposizione per ogni necessario chiarimento.

Merate, 12 gennaio 2022

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