“CIRC. 40-2019 INDICAZIONE DEI CONTRIBUTI P.A. IN NOTA INTEGRATIVA”

Posted by on Mar 22, 2019

“CIRC. 40-2019 INDICAZIONE DEI CONTRIBUTI P.A. IN NOTA INTEGRATIVA”

La Legge n. 124/2017 più nota come Legge sugli obblighi di trasparenza e di pubblicità ha introdotto la richiesta di riportare in Nota integrativa le informazioni relative a “sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque a vantaggi economici ricevuti nel periodo” dalle Pubbliche Amministrazioni ed enti associati (società controllate dalla PA).

Il mancato assolvimento dell’obbligo comporta la restituzione delle somme ricevute.

Il problema che da più parti è sollevato è l’individuazione delle forme di contribuzione che soggiacciono all’obbligo, partendo dal presupposto che non è possibile pensare che qualunque forma di sostegno o di erogazione pubblica che è già assoggettata ad altri adempimenti comunicativi necessari per il riparto delle risorse pubbliche o anche ad adempimenti dichiarativi specifici nel modello Redditi (pensiamo alle varie forme di credito d’imposta da indicare nel quadro RU), debba soggiacere ad una duplicazione informativa che potrebbe ad esempio sovrapporsi all’annotazione nel Registro degli aiuti di Stato.

Tutto questo sarebbe in aperta violazione dell’art. 6 della Legge 212/2000 (Statuto del contribuente) che vieta di chiedere ai contribuenti informazioni che per altra ragione sono già in possesso dell’Amministrazione Finanziaria.

La stessa Assonime nella Circ. n. 21/2018 ha definito spropositato il regime sanzionatorio che dispone la revoca e la restituzione dei contributi ricevuti, in presenza di dati già acquisiti dalla PA attraverso altre comunicazioni obbligatorie, suggerendo di introdurre delle modifiche che possano evitare la duplicazione di comunicazioni. Tra l’altro la sanzione della restituzione non avrebbe senso a fronte di una vendita di beni o prestazione di servizi regolarmente effettuata, per la sola mancanza di indicazione in nota integrativa.

Ambito oggettivo delle informazioni da pubblicare

In merito all’ambito oggettivo delle informazioni da pubblicare, la norma è ampia in quanto ricomprende “sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere”.

Per comprendere le informazioni da indicare, può aiutare la lettura della circolare 2/2019 del Ministero del Lavoro in cui è precisato che sono da ritenere vantaggi economici da pubblicare:

  • contributi, sovvenzioni, sostegni a vario titolo ricevuti dalle Pubbliche Amministrazioni ed enti assimilati (società controllate dalla PA). In tal caso si tratta di somme ricevute senza alcuna controprestazione e quindi in assenza di un sinallagma contrattuale;
  • somme erogate dalla P.A. a titolo di corrispettivo “cioè di una controprestazione che costituisce il compenso per il servizio effettuato o per il bene ceduto (come avviene nei rapporti contrattuali), in quanto traenti titolo da un rapporto giuridico caratterizzato, sotto il profilo causale, dall’esistenza di uno scambio”.

Le informazioni da riportare in Nota integrativa, preferibilmente in forma schematica e di immediata comprensibilità per il pubblico, dovranno avere ad oggetto i seguenti elementi:

  1. a) denominazione e codice fiscale del soggetto ricevente;
  2. b) denominazione del soggetto erogante;
  3. c) somma incassata (per ogni singolo rapporto giuridico sottostante);
  4. d) data di incasso;
  5. e) causale.

Decorrenza

Il primo bilancio interessato dalla nuova disposizione riguarda l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2018.

Criterio di cassa

Per quanto attiene all’arco temporale di riferimento e ai criteri di contabilizzazione da seguire, l’impiego da parte del legislatore del concetto di vantaggio economico ricevuto dalle pubbliche amministrazioni comporta la necessità conseguenziale di utilizzare il criterio contabile di cassa, pertanto andranno pubblicate le somme effettivamente introitate nell’anno solare precedente, dal 1° gennaio al 31 dicembre, indipendentemente dall’anno di competenza cui le medesime somme si riferiscono.

Limite

L’obbligo di pubblicazione non sussiste ove l’importo delle sovvenzioni, dei contributi, degli incarichi retribuiti e comunque dei vantaggi economici di qualunque genere ricevuti dal soggetto beneficiario sia inferiore a 10.000 euro nel periodo considerato.

Il tenore letterale della disposizione induce a ritenere che detto limite vada inteso in senso cumulativo, si riferisca cioè al totale dei vantaggi pubblici ricevuti e non alla singola erogazione. L’obbligo di informazione scatta, quindi, allorquando il totale dei vantaggi economici (nel senso sopra chiarito) ricevuti sia pari o superiore a 10.000,00 euro, con la conseguenza che andranno pubblicati gli elementi informativi relativi a tutte le voci che, nel periodo di riferimento, hanno concorso al raggiungimento o al superamento di tale limite, quantunque il valore della singola erogazione sia inferiore a 10.000,00 euro.

Sanzioni in capo alle imprese

Il nuovo adempimento, se non osservato, potrebbe comportare gravi conseguenze per le imprese. L’inosservanza dell’obbligo, infatti, ha come effetto per le imprese beneficiarie la restituzione delle somme ai soggetti eroganti entro tre mesi dalla data di deposito del bilancio.

 

Alla luce di quanto sopra esposto, Vi invitiamo a comunicare allo Studio, prima della relativa redazione del bilancio d’esercizio 2018, eventuali “sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici ricevuti nel periodo 2018” dalle Pubbliche Amministrazioni ed enti associati (società controllate dalla PA), al fine di poterle correttamente indicare nella Nota integrativa del bilancio al 31/12/2018.

Merate, 22 marzo 2019

M. Dal Mas